Acido Palmitico Proprietà e Controindicazioni: Cosa Sapere?

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Acido Palmitico Proprietà e Controindicazioni: Cosa Sapere? – Considerato un acido grasso insaturo, basico e appartenente al gruppo degli Omega-7 è un acido grasso presente in natura, tipico dell’olio di palma, è presente in ulteriori alimenti come il burro, i formaggi, il latte e persino in determinati tipi di carne.

Cosa sapere a riguardo? Scopriamone di più!

Abbondantemente ottenuto dall’olio di palma, l’acido palmitico non è altro che un acido grasso che viene prodotto nella sintesi degli acidi grassi nell’uomo, e si presenta sotto forma di scaglie cristalline insolubili nell’acqua.

Acido Palmitico e Olio di Palma

Impiegato fin dall’antichità, l’olio di palma si rivela un alimento piuttosto utilizzato nell’industria, per la produzione di una serie di prodotti alimentari.

L’olio della palma, a sua volta, si costituisce da grassi saturi e da grassi insaturi, componendosi in quantità maggiori da acido palmitico.

Sebbene, negli anni l’olio di palma sia stato sempre al centro di numerosi dibattiti per via della sua insalubrità, possiamo affermare che come molti altri oli, non fa male alla salute se consumato moderatamente, in quanto contenente al suo interno grassi saturi e insaturi, essenziali per il corretto funzionamento del corpo umano.

D’altro canto, l’acido palmitico è uno degli acidi grassi saturi presente in maggior misura nell’organismo. Dunque, moltissimi sono i nutrizionisti che sostengono di assumere giornalmente il 30% circa dell’energia quotidiana dai grassi insaturi e dai grassi saturi.

Quindi, in una regime alimentare da 2000 kcal giornaliere, è possibile assumere 600 kcal da grassi, di cui 200 kcal possono essere costituite da acidi grassi saturi.

In buona sostanza, dagli studi che sono stati eseguiti, è dimostrato che l’olio di palma non presenta caratteristiche che lo possano rendere non consigliabile a tavola, rispetto a qualsiasi altro alimento dotato di grassi saturi.

E, ciò vuol dire, che possiamo tranquillamente consumarlo, e senza rischiare grosso, se assunto in quantità moderate.

In particolar modo, è stato dimostrato come l’acido palmitico presente nell’olio di palma, vanta di una incondizionata neutralità sul metabolismo del colesterolo cattivo (LDL) e del colesterolo buono (HDL), per approfondire leggi Colesterolo: Cos’è, Quali sono i Valori Normali e Colesterolo LDL.

E, a tal riguardo possiamo affermare anche che, altre ricerche scientifiche hanno dimostrato come l’olio di palma non provochi assolutamente l’incremento del colesterolo cattivo nel sangue.

Ovviamente, deve essere consumato con moderazione, come qualsiasi altro alimento, proprio perché in qualsiasi caso aumenterebbe il rischio di soffrire di malattie del cuore e non solo.

Quali Alimenti Contengono Acido Plamitico?

Come abbiamo detto poc’anzi, l’olio palmitico è ampiamente presente nell’olio di palma, ma non solo perché è contenuto in altre percentuali in altri alimenti, che tendiamo a consumare regolarmente.

Dal latte intero al burro, dai latticini alla carne grassa, l’olio palmitico è presente in determinate quantità.

E’ presente in quantità moderate nelle carni rosse e in quelle fresche, in particolar modo le sue quantità sono maggiori nella coscia di coniglio, nell’agnello, nel lombo di maiale e nel pollo.

L’acido palmitico, è persino presente nelle carni grasse, ossia quelle che vengono modificate nel processo di produzione, in questo caso, però il suo contenuto è maggiore rispetto alle carni fresche. In quantità elevate è presente nello strutto e nel lardo.

E’ stato dimostrato che l’acido palmitico, è presente persino nel latte e nei latticini, in minime quantità nello yogurt e nel latte, in medie quantità nella ricotta di pecora e in quantità maggiori nei formaggi, tra i quali anche in quelli stagionati e pure nel burro.

Non è tutto, perché l’acido palmitico è presente anche nelle uova di gallina, di tacchina e di oca, il cui contenuto è maggiormente presente nel tuorlo.

E’ contenuto in quantità moderate in determinati prodotti ittici, in particolare nei pesci grassi e con valori più elevati nell’anguilla, sia fresca sia affumicata, nonché nel tonno sott’olio.

Nei molluschi e in altri tipi di pesce azzurro e magro, invece, le quantità sono minori.

Anche la frutta oleosa ne contiene determinate quantità, in particolare i suoi valori sono maggiori nelle arachidi, e addirittura nei cereali e derivati, e nei legumi freschi. Presente in qualsiasi tipo di alimento, è contenuto persino nel cioccolato, sia fondente che al latte.

Acido Palmitico e Diabete Cosa Sapere?

Durante una ricerca scientifica condotta sull’acido palmitico, in particolare sul processo di attivazione della proteina p66Shc la cui espansione nelle cellule che si occupano della produzione di insulina ne provoca la distruzione promuovendo la comparsa del diabete di tipo II.

Dunque, è stato affermato che un regime alimentare ricco di grassi saturi, comporti l’aumento della quantità di proteina p66Shc, specialmente per quanto concerne determinati alimenti come olio di palma, l’olio di cocco e il burro.

Nello specifico, la ricerca viene condotta su cellule pancreatiche di ratto e aree pancreatiche dell’animale stesso e dell’uomo, tramite la somministrazione di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, nella quantità del 60% delle calorie complessive.

E, a riguardo, viene specificato che un regime alimentare ricco di acidi grassi saturi, provoca l’aumento della concentrazione della proteina nociva nelle cellule che si occupano della produzione di insulina.

Si raccomanda, dunque, di consumare moderatamente gli alimenti contenenti l’olio di palma, non superando il 10% delle calorie complessive quotidianamente.

In buona sostanza, l’acido palmitico non è causa della comparsa del diabete nei soggetti normopeso, il cui tasso della proteina killer è minore, rispetto a un soggetto sovrappeso o che soffre di obesità.

Infatti, è stato specificato che questa proteina presente in eccesso nei soggetti obesi o in sovrappeso, può comportare il mal funzionamento delle cellule beta-pancreatiche, provocando di conseguenza la comparsa del diabete di tipo II nei soggetti con chili di troppo.

Controindicazioni

E’ stato dimostrato scientificamente che, in quantità eccessive l’acido palmitico si rivela ipercolesterolemizzante, e viene considerato persino un elemento nocivo per quanto riguardano le malattie cardiovascolari.

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