Alzheimer Malattia della Memoria

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Alzheimer Malattia della Memoria – Come qualsiasi altra malattie neurodegenerativa anche l’Alzheimer si presenta in maniera subdola e improvvisa, maggiormente nei soggetti che hanno un’età avanzata. Il paziente affetto da Alzheimer, dunque, inizia a dimenticare molte cose, inizia a fare confusione con date, volti e ricorrenze, fino ad arrivare a un punto critico: non riconoscere più le persone, specialmente i propri cari. Scopriamone di più!

In un precedente articolo, abbiamo parlato di demenza senile, l’Alzheimer è una delle forme più comuni di demenza, nello specifico parliamo di una patologia causata dal cambiamento negativo delle funzioni cerebrali che, a sua volta, comporta grandissime difficoltà per i pazienti che ne sono affetti, perché all’insorgere della malattia iniziano a dimenticare le cose, come la via di casa, le persone di cui possono fidarsi e spesso i nomi delle persone care, compromettendo la loro vita quotidiana.

I pazienti affetti da Alzheimer tendono a dimenticare le cose, i volti, le persone, le date ecc, perché la patologia colpisce le funzioni cognitive, memoria compresa, incidendo negativamente sulla facoltà di pensare ed esprimere la propria opinione, e provocare ulteriori problemi come lo stato confusionale, disorientamento e cambio dell’umore.

Fasi della malattia di Alzheimer

Quando parliamo di demenza senile, facciamo riferimento a una serie di malattie che appunto vengono classificate con il termine di demenze. L’Alzheimer è una di queste. A differenza di altre patologie che colpiscono l’encefalo, l’Alzheimer si caratterizza dalla manifestazione di deficit legati alla memoria a cui se ne aggiungono altri.

Lo sviluppo di questa malattia è severo, e gli studiosi la descrivono a tappe per permettere di comprendere come vi sia un considerevole cambiamento delle facoltà del soggetto che ne è colpito. Dunque, l’Alzheimer si contraddistingue da ben sette fasi diverse tra loro:

  • Fase 1 – Funzionalità normale

Durante la prima fase dell’Alzheimer il pante non ha problemi di memoria.

  • Fase 2 – Leggero declino cognitivo

Il paziente affetto da Alzheimer potrebbe iniziare a soffrire di amnesia, dimenticare alcune parole e dimenticare la posizione di determinati oggetti che utilizza durante la quotidianità. Anche durante la seconda fase il medico non evidenza sintomi di demenza.

  • Fase 3 – Declino cognitivo lieve

In questa fase il soggetto colpito da Alzheimer potrebbe iniziare ad avere un leggero declino cognitivo individuato dal medico. Durante questa fase, inoltre, il soggetto affetto da Alzheimer potrebbe iniziare ad avere i primi problemi di concentrazione e di memoria. E’ possibile notare problematiche nell’esprimersi, problemi nel ricordare nomi familiari e difficoltà nello svolgere con regolarità le proprie azioni quotidiane.

  • Fase 4 – Declino cognitivo moderato

Durante la visita medica l’esperto potrebbe rilevare i primi sintomi dell’Alzheimer, come la dimenticanza di ricorrenze importanti e recenti, difficoltà nello svolgere mansioni più difficili come il pagamento delle bollette, dimenticare il passato e soffrire di improvvisi cambi di umore.

  • Fase 5 – Declino cognitivo moderatamente grave

In questa fase dell’Alzheimer, il malato potrebbe soffrire di grave perdita di memoria, e potrebbe iniziare a richiedere l’aiuto di un’altra persona per lo svolgimento delle attività del giorno. Un soggetto affetto da questa fase di Alzheimer, quindi, potrebbe non avere la giusta facoltà nel ricordare il proprio indirizzo di casa, fare confusione con luoghi e date, avere difficoltà nello svolgimento dei calcoli di matematica e necessitare dell’aiuto di un’altra persona per la scelta dell’abbigliamento a seconda della stagione.

Inoltre, il malato di Alzheimer in questa fare, potrebbe non ricordare eventi particolari su se stesso e sulla sua famiglia e avere bisogno di assistenza per andare in bagno o mangiare e bere.

  • Fase 6 – Declino cognitivo grave

In questa fase vi è un notevole peggioramento della memoria, e il malato potrebbe iniziare a soffrire di cambiamenti della personalità. Inoltre, il soggetto affetto da Alzheimer in questa fase, potrebbe avere difficoltà a ricordare gli eventi che hanno caratterizzato la sua vita, nel distinguere i volti familiari e quelli non familiari, difficoltà nel ricordare i nomi di un figlio, del proprio compagno e delle persone che l’assistono.

In questa fase, il malato di Alzheimer potrebbe necessitare persino dell’aiuto di un’altra persona per potersi vestire correttamente e scambiare la notte con il giorno. Durante la sesta fase, inoltre, il soggetto presenta grandi difficoltà nel gestire la propria igiene personale e soffrire persino di incontinenza. Molteplici inoltre sono i cambiamenti di personalità che lo caratterizzano, come il fare sospetto e soffrire di fissazioni. Potrebbe avere persino problemi nel trovare la via di casa e perdersi.

  • Fase 7 – Declino cognitivo molto grave

In quest’ultima fase dell’Alzheimer il malato perde la completa facoltà di rispondere all’ambiente che lo circonda, di poter conversare fluentemente e non riuscire più a controllare i movimenti. In questa fase, il soggetto affetto da Alzheimer, dunque, ha estremamente bisogno di una persona che l’aiuti nello svolgimento delle varie azioni, come anche quelle più semplici.

L’ultima fase, inoltre, risulta anche quella più triste, perché la persona che soffre di Alzheimer inizia a perdere diverse facoltà, come la capacità di sorridere, di sorreggere il capo e di sedersi senza sostegni. I muscoli si irrigidiscono quasi totalmente e i riflessi diventano inesistenti. A causa di problematiche nella deglutizione, il malato di Alzheimer potrebbe diventare un vero e proprio vegetale se non aiutato da altre persone.

Sintomi della Malattia di Alzheimer

La malattia si presenta improvvisamente, ma il suo decorso è piuttosto lento, tanto che i pazienti affetti da Alzheimer potrebbero vivere fino a 10 anni dalla comparsa della patologia. I sintomi che la caratterizzano sono diversi tra loro, e tra questi vediamo la perdita di memoria e gravi danni ai tessuti cerebrali. Però, bisogna sapere che la rapidità con cui i segnali si intensificano, è differente da soggetto a soggetto.

Oltre alla perdita della memoria il soggetto affetto da Alzheimer inizierà ad avere, sempre a seconda della fase in cui si trova, disorientamenti sul tempo, sui luoghi, sui familiari ed avere un aspetto trasandato a causa dell’incapacità di poter badare da solo alla propria igiene. Il malato di Alzheimer viene colpito da diversi sintomi, tra questi vediamo persino la malnutrizione, in quanto non è più in grado di badare all’alimentazione e ai suoi bisogni.

Cause della Malattia

Seppure attualmente non siano ancora chiare le ragioni per cui alcuni soggetti possano soffrire di morbo di Alzheimer, gli studi scientifici hanno cercato di dare una risposta precisa. Dunque, si ritiene che svariati siano i fattori che influiscono sull’Alzheimer, tra questi vediamo l’età di un soggetto. E, si ritiene che l’età avanzata sia la principale causa di rischio di sviluppare questa malattia neurodegenerativa.

Tra i vari fattori distinguiamo anche la genetica, ed è stato dimostrato che ci sono svariati fattori genetici che possono incrementare la possibilità di soffrire di Alzheimer. Il gene responsabile di questo morbo è l’APOE-e4. Un altro fattore che può incidere sulla probabilità di soffrire di Alzheimer è la familiarità. Infatti, se uno dei genitori o un fratello/sorella sviluppa questa malattia, le possibilità di soffrirne sono maggiori anche per un determinato soggetto rispetto alle persone che non hanno familiarità con questa patologia.

Anche le malattie cardiovascolari possono essere la causa dell’Alzheimer in determinati soggetti. Gli studi a riguardo hanno dimostrato che la salute dell’encefalo è collegata alla salute del cuore. Dunque, il cervello riceve l’ossigeno e i nutrienti dal sangue, mentre il cuore risulta essere il responsabile del pompaggio del sangue all’encefalo.

Le malattie cardiache potrebbero rappresentare un vero e proprio rischio di Alzheimer o altri tipi di demenze senili.

Altri studi hanno dimostrato che l’Alzheimer può essere causato persino, in determinati soggetti, a seconda della propria istruzione scolastica. Seppure non sia ancora chiaro il motivo di questo tipo di associazione, gli esperti ritengono che pochi anni di educazione e formazione possono essere la causa primaria di questo tipo di demenza senile.

Persino lesioni traumatiche del cervello, possono essere il fattore di rischio di soffrire di Alzheimer, oltre che di altre demenze. Di fatti, si ritene che in seguito a una lesione grave o moderata al cervello, a causa di un danno cranica o un colpo alla testa, il rischio di soffrire di questo tipo di demenza sia maggiore, soprattutto se la perdita di coscienza sia stata superiore ai 30 minuti.

Cure Farmacologiche per l’Alzheimer

Al giorno d’oggi, però, non esistono trattamenti farmacologici o meno che possano curare l’Alzheimer, ma sono presenti terapie che mirano al controllo dei sintomi della malattia. I pazienti che soffrono di morbo di Alzheimer allo stadio iniziale, hanno la possibilità di controllare i sintomi grazie a determinati farmaci come la tacrina, la galantamina e così via.

E’, dunque, possibile limitare il peggioramento dei sintomi grazie a questi principi attivi, che appunto fungono da inibitori dell’acetilcolinesterasi, l’enzima principale che si occupa della distruzione dell’acetilcolina, ovvero il neurotrasmettitore insufficiente nel cervello dei soggetti che soffrono di Alzheimer.

Quanto ai trattamenti non farmacologici, invece, è possibile limitare la malattia con la terapia di orientamento alla realtà, che prende il nome di ROT. Dunque, ci riferiamo a un tipo di terapia che ha l’obiettivo primario di orientare il soggetto affetto di morbo di Alzheimer alla propria vita e all’ambiente in cui vive grazie a stimoli persistenti.

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