Demenza Senile: Cause, Cure e Come Comportarsi

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Demenza Senile: Cause, Cure e Come Comportarsi – Con questo termine indichiamo un gruppo di disturbi neurodegenerativi della massa cerebrale caratteristiche dell’età avanzata e che si presentano progressivamente ma in maniera irreversibile, determinando un graduale regresso delle funzioni cognitive. Al giorno d’oggi, però, ancora non esiste una cura che possa permettere al malato di demenza senile di guarire, ma soltanto grazie a terapie che prevedono pure la stimolazione cognitiva è possibile attenuare i sintomi di questa brutta malattia. Scopriamo qualcosa di più!

All’esordio, il paziente che soffre di demenza senile tende ad avere disturbi del comportamento insoliti, e problemi del linguaggio, della memoria e del ragionamento. Proprio per il fatto che non può essere curata, questa malattia tende ad evolversi fino a un netto regresso dei problemi legati alla memoria e un completo peggioramento delle funzioni cognitive.

All’ultimo stadio, ovvero quello avanzato, il paziente affetto da demenza senile perde completamente le sue capacità cognitive, presentando persino incapacità di riconoscere le persone, tra cui i parenti, fino ad avere seri problemi di deglutizione, che con l’andare del tempo potrebbero portare all’incapacità del malato di nutrirsi.

Stadi Demenza Senile

Generalmente questo tipo di disturbo comportamentale viene articolato in quattro stadi differenti tra di loro:

  • demenza precoce;
  • demenza moderata;
  • demenza grave;
  • demenza severa.

Per quanto concerne il primo stadio, dunque, la malattia inizia a presentarsi con sintomi poco notevoli anche se il medico non registra danneggiamenti a livello cognitivo tali da ostacolare lo svolgimento della propria quotidianità. Il secondo stadio della malattia, invece, si manifesta con sintomi più accentuati, e il paziente affetto da demenza senile inizia persino a presentare difficoltà nello svolgimento delle proprie azioni quotidiane, e dunque è richiesto l’aiuto di un’altra persona.

Il terzo stadio si contraddistingue per sintomi ben visibili, in questo caso il paziente non può più svolgere le proprie attività quotidiane da solo e necessita dell’aiuto di una persona che possa assisterlo. Al terzo stadio, dunque, i sintomi prevedono persino incontinenza a livello urinario e fecale, il paziente inoltre non riesce più ad alimentarsi da solo e ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a mangiare, e non ha nemmeno la possibilità di poter uscire di casa da solo ma solo in compagnia di un’altra persona.

All’ultimo stadio della malattia, il paziente affetto da demenza senile non riesce più a comunicare con le persone che gli sono vicine, fino a ritrovarsi in uno stato del tutto vegetativo, proprio perché ormai incapace di pensare a sé.

Come comportarsi

La gran parte dei soggetti che soffre di demenza senile si accorge sicuramente della propria malattia, soprattutto all’esordio dei primi sintomi che caratterizzano questo disturbo neurodegenerativo.

La cosa migliore e l’unica da dover fare nel caso in cui ci si accorge che un proprio caro inizi a soffrire di demenza senile, è stargli vicino.

Dunque, si rivela estremamente importante che chi decide di occuparsi del proprio caro affetto da demenza senile, ricordi sempre di avere a che fare con una persona inconscia del suo essere e del suo comportamento.

Devi sapere anche che un paziente affetto da demenza senile, non riuscirà più a fare cose che per lui erano comuni prima del regresso delle sue facoltà cognitive, quindi, non bisogna insistere nel chiedergli di svolgere determinate azioni, perché sarebbe controproducente per entrambi, poiché il malato non comprende totalmente quello che gli viene chiesto di fare.

In caso di demenza senile, inoltre, non ha alcun senso sgridare il malato a causa dei suoi comportamenti insoliti, perché naturalmente non ha più le facoltà di capire cosa gli accade e cosa succede attorno a sé, specialmente in caso di malattia avanzata, e potrebbe sentirsi spaventato.

La cosa migliore da fare in caso di demenza senile, consiste nell’adeguare persino gli ambienti in cui vive il paziente malato, in modo da assecondare al meglio le sue esigenze.

Si rivela estremamente importante, quindi, nascondere posate come coltelli che potrebbero compromettere la sua salute e quella delle persone attorno ad esso, medicinali, bevande alcoliche e detersivi pericolosi dalla sua vista, in modo da evitare che possa farsi male.

Inoltre, è opportuno adattare l’ambiente domestico alle sue nuove esigenze, collocando in casa soprattutto in bagno tappetini antiscivolo, acquistando maniglie di appoggio per sanitari, doccia o vasca e rimuovere oggetti pericolosi e spigolosi.

Cause delle malattie neurodegenerative

Ma da cosa è causata la demenza senile? Questo disturbo neurodegenerativo, dunque, è provocato dai danni che subiscono le cellule cerebrali. Tale deterioramento vede conflitti con la facoltà delle cellule cerebrali di comunicare tra di loro.

Dunque, a causa di questa difficoltà di comunicazione delle cellule cerebrali, il comportamento e le sensazioni del soggetto affetto da demenza senile, risultano insoliti.

Il cervello si caratterizza da aree differenti tra di loro, ognuna delle quali si contraddistingue da funzioni diverse tra loro. Nel momento in cui le cellule di una determinata area del cervello subiscono un deterioramento, questa area non ha più le giuste facoltà di poter svolgere le proprie funzioni in modo regolare.

La gran parte delle tipologie di demenza, dunque, viene associata a specifiche tipologie di danni cerebrali in precise zone del cervello. Per esempio, in caso di morbo di Alzheimer, notevoli quantità di specifiche proteine nella parte interna ed esterna delle cellule del cervello provocano difficoltà a tali cellule di restare sane e poter comunicare tra di loro.

Le cellule cerebrali che maggiormente vengono colpite sono quelle presenti nell’ippocampo, e al loro deterioramento viene associata la perdita di memoria in caso di Alzheimer.

Per quanto riguardano le cause della demenza senile, dunque, queste possono essere attribuite a svariati fattori, tra cui effetti collaterali di determinati farmaci, problemi legati alla tiroide, depressione, abuso di alcool e carenze di determinate vitamine importanti per tutto l’organismo, specialmente per il cervello, come la vitamina B12 che si rivela essenziale per gli anziani.

La vitamina B12, infatti, rappresenta una delle migliori per mantenere in salute il cervello.

Di fatti, è quella che contribuisce alla formazione delle cellule, come quelle cerebrali, e degli acidi grassi, rivelandosi altrettanto importante nel metabolismo di determinate sostanze.

Dunque, una carenza di vitamina B12 porta a svariati sintomi tra cui la perdita di memoria, cambiamenti dell’umore in negativo e lentezza mentale. Per di più, svariati sono gli studi che dimostrano che una carenza di vitamina B12 sia la causa di determinate malattie neurodegenerative, tra cui l’Alzheimer.

Cure e Trattamenti della Demenza

Come dicevamo pocanzi, la cura per la demenza senile non esiste, l’unico trattamento possibile dipende dalla causa che ha scatenato la patologia.

Dunque, nel caso di demenza grave e severa, con presenza di Alzheimer non esistono cure o trattamenti che possano arrestare la patologia.

C’è da sapere, però, che esistono delle terapie a base di farmaci che permettono un miglioramento dei sintomi della demenza.

Naturalmente, con questo tipo di terapia farmacologica non si guarisce dalla malattia, ma si migliorano temporaneamente i segnali del disturbo.

Un aiuto nella prevenzione e nel trattamento dei primi sintomi, viene anche  dalla natura. Il Ginko infatti contiene degli attivi che aiutano l’irrorazione sanguigna al cervello.

Spesso infatti insieme alla terapia farmacologica prescritta dallo specialista neurologo, vengono consigliati degli integratori (con all’interno Ginko e vitamina B12 di cui avevamo parlato prima) per mantenere attiva la funzione cerebrale dei neuroni non colpiti dalla malattia.

Anche la Curcuma è oggetto in questi anni di numerosi studi per quanto riguarda le sue proprietà protettive nei confronti dei neuroni, e delle patologie neurodegenerative, come quelle appena descritte.

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