Dieta del Cortisolo: Come Funziona?

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Dieta del cortisolo, cos’è

Scopri in cosa consiste la dieta del cortisolo

Se il tuo obiettivo è quello di dimagrire agendo sul sistema metabolico, con la riduzione della produzione del cortisolo, la dieta del cortisolo potrebbe fare al caso tuo.

Di seguito proverò ad illustrare nel modo migliore come funziona, su quali principi si basa e quali potrebbero essere i benefici oltre ad eventuali aspetti negativi.

Iniziamo dal dire che sarebbe meglio definirla come regime alimentare controllato, ideato agli inizi del 2000 dal dottor Shwan Talbott.

Il punto cardine consiste proprio nel controllo della produzione di un ormone steroideo detto cortisolo prodotto dal surrene e relative ghiandole, che durante il corso della giornata ha picchi verso l’alto o il basso.

Considerato che il metabolismo di questo ormone può causare, quando prodotto in quantità elevate, forme di importante ritenzione idrica e aumento del tessuto adiposo, la dieta del cortisolo mira a regolarne la produzione.

Il cortisolo viene anche chiamato ormone dello stress, a significare che maggiore è lo stato di ansia del soggetto, maggiore sarà la sua produzione.

In generale sarà dunque necessario rivolgersi ad un nutrizionista qualificato per realizzare il regime alimentare più adatto a voi, anche se in ogni caso è possibile fornire delle indicazioni generali che valgono sempre.

Indicazioni sul Cortisolo

Come viene prodotto l’ormone dello stress?

Generalmente la produzione del cortisolo segue i cosiddetti cicli circadiani, per cui alternerà momenti di maggiore e minore presenza nel corpo a seconda dei momenti della giornata.

In genere al mattino ha i picchi più alti, mentre alla sera scendono verso il basso.

Il digiuno è un fattore che aumenta la produzione di cortisolo, ecco spiegato un primo motivo per cui al mattino c’è il picco massimo.

Per evitare l’iper produzione di cortisolo andrebbe evitato di mangiare troppi carboidrati, che rischiano di provocare un effetto chiamato ipoglicemia di rimbalzo, assolutamente deleterio che rischia di aumentare drasticamente i picchi insulinici.

Al contrario un’alimentazione troppo proteica farebbe correre il rischio di aumentare il cortisolo per consumare gli amminoacidi assunti e non metabolizzati, ottenendo come conseguenza un affaticamento epatico considerevole dovuto all’eccessivo apporto in relazione al reale fabbisogno del corpo.

Come Funziona la Dieta del Cortisolo?

Come è strutturata la dieta del cortisolo

Visto che si tratta, lo si ripete, di un regime alimentare, particolare attenzione va prestata a quali cibi siano consentiti e quali da evitare.

Per iniziare va detto che il dottor Talbott ha suddiviso gli alimenti in due grandi macro-categorie, quelli “buoni” e quelli “cattivi”.

Quali tipi di cibi si possono mangiare?

Cibi buoni sono quelli a basso indice glicemico, quelli ricchi di fibre e i grassi insaturi, così come le proteine ad alto valore biologico.

Esempio tipico è il pollo alla piastra.

Nella categoria dei cibi cattivi invece sono annoverati gli zuccheri semplici, i grassi saturi o idrogenati che siano, quelli poveri di fibre e le proteine dal basso valore biologico.

Un esempio tra i tanti è il pane bianco, realizzato con farine eccessivamente raffinate.

In ogni caso un elenco esauriente di cibi consigliati e abbinamenti tra gli stessi è contenuto nel libro del dottor Talbott: “The Cortisol connection diet“.

La Dieta del Cortisolo fa bene?

Avvertenze e particolarità

Prima di continuare, ti voglio fornire una chicca che sarà utile nell’apprezzare questo tipo di alimentazione: non viene mai indicato un quantitativo minimo o massimo per alcun cibo, quindi non sarà necessario alcun digiuno per raggiungere il tuo obiettivo.

Il doversi tenere nel mangiare sappiamo essere uno dei peggiori ostacoli nel proseguire una dieta nonché la causa più frequenti di interruzione della stessa.

Come conseguenza, minore sarà l’indice glicemico e migliore la qualità degli alimenti, maggiore sarà il controllo sull’iperproduzione del cortisolo.

Dovrai fare un’attenzione notevole anche alle associazioni tra i vari nutrienti, visto che in buona sostanza tutto il problema del dismetabolismo che genera conseguente sovrappeso e obesità, viene ricondotto alla eccessiva produzione del cortisolo con i suoi effetti collaterali.

Con il fare circa sette pasti al giorno, come suggerito dal dott. Talbott, il problema della secrezione eccessiva di cortisolo sarà tenuto sotto controllo, sempre a patto ovviamente che i cibi “cattivi” siano un’eccezione e non diventino una regola.

Questo limite di ricondurre tutto a una sola origine è stato anche il vero punto debole di questa dieta, che tuttavia è decisamente più logica di altre.

Questa scelta alimentare è particolarmente indicata in casi di soggetti che hanno un’elevata attività surrenale, poiché si è riscontrato che elevati livelli di cortisolo possono causare patologie gravi come la sindrome di Cushing, mentre al contrario una ridotta produzione rischia di generare il morbo di Addison.

La regolamentazione di questa produzione ormonale sarà quindi un buon metodo per effettuare una giusta prevenzione finalizzata ad evitare l’insorgere di tali problematiche.

Di seguito proponiamo uno dei best seller della dottoressa Sara Gottfried “La Dieta dei 7 Ormoni“, per un’approfondimento sul tema dieta e ormoni, in cui troverai tanti consigli su come perdere peso regolando la produzione ormanale con gli alimenti.

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