Favismo: Cosa è? Sintomi ed Alimenti da Evitare…

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Favismo: Cosa è? Sintomi ed Alimenti da Evitare… – In quest’articolo parliamo del favismo, uno dei disordini genetici dell’uomo più diffusi nel mondo: si stimano nel mondo 400 milioni di soggetti portatori della mutazione con una particolare concentrazione nelle aree tropicali e subtropicali.

La più alta diffusione di persone affette di favismo si ha in Africa, Europa e Medio Oriente. Le correlazioni fra carenza di G6PD e assunzione di fave è nota da diversi secoli, tanto che sembrerebbe che Pitagora avesse proibito ai suoi seguaci di assumere fave con il cibo.

Favismo e piselli, cosa sapere?

Sembrerebbe che la malattia si manifesta anche con l’ingestione di piselli, con alcune droghe di origine vegetale e con l’assunzione di alcuni farmaci come i salicilati, la chinidina (attenzione all’acqua tonica che contiene chinino), e con sulfamidici che inducono una inibizione della G6PD.

Terapie per il favismo?

Non sembra siano ad oggi possibili delle vere e proprie terapie per controllare il favismo, il metodo più efficace, infatti, sembra essere ancora oggi quello della prevenzione, evitando l’esposizione ed il contatto con le sostanze che innescano questo processo di crisi emolitica.

In caso di crisi può essere utile il riscorso a trasfusioni di sangue ed eventualmente dialisi in caso di insufficenza renale.

Cosa è il Favismo?

Il favismo, per definizione, è una anomalia genetica che interessa alcuni degli enzimi contenuti all’interno dei globuli rossi. Questa patologia comporta la necessità di evitare l’assunzione di fave ed altri alimenti (piselli e verbana), oltre che alcune sostanze particolari.

Cause del favismo: una delle cause del favismo potrebbe essere l’assunzione di particolari alimenti che andrebbero ad inibire proprio l’enzima di cui abbiamo parlato, ovvero l’enzima G6PD, determinando così una serie di conseguenze estremamente gravi per l’organismo, fra cui l’emolisi acuta.

Favismo: Quali sono i sintomi?

Chi è affetto da favismo può manifestare, nell’arco di tempo che va dalle dodici alle quarantotto ore da quando sono state assunte fave, piselli o farmaci particolari, una carnagione giallastra che potrebbe tendere al verde.

Le sclere oculari inoltre potrebbero apparire di giallo intenso e le urine di colore scuro. Nei casi più gravi, chiaramente, si può arrivare ad avere anche un collasso cardiocircolatorio.

L’OMS, vale a dire l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha identificato cinque livelli di favismo, dei quali i primi due sono relativi ad una deficienza grave, il terzo una deficienza lieve e gli ultimi due che non comportano nessun effetto pericoloso.

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