Proprietà dei Cavolicelli, delle Cipolle e del Fagiolo

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Proprietà dei Cavolicelli, delle Cipolle e del Fagiolo – Nell’articolo di oggi parliamo delle proprietà di tre vegetali che tutti noi dovremmo inserire nella nostra alimentazione, i cavolicelli, i fagioli e le cipolle, buona lettura.

Proprietà dei Cavolicelli

Diffusissimi in tutto il mediterraneo, crescono spontanei ovunque, dal livello del mare sino a 1200 metri d’altezza, nei suoli cristallini, nei vigneti alle pendici dell’Etna, dove maggiormente li troviamo dall’arbusto rossastro e prende il nome dialettale “sanapune”, senape, molto apprezzata dalla popolazione rurale, dai fiori gialli a grappolo.

Si cuoce in abbondante acqua ed una volta scolata può essere condita con soltanto olio extra vergine d’oliva, oppure soffritta insieme alle carni rosse.

Trova ottimi risultati non solo come contorno ma anche come ripieno di polpettoni, ottime le frittate di fiori e le polpettine di verdura.

Di largo impiego, ritenuto abbastanza pregiato per le proprietà benefiche di difesa del nostro organismo per le sue virtù digestive e ricostituenti, per il suo alto contenuto di vitamine A, C, sali minerali come potassio, calcio, magnesio, zolfo e per le proprietà anticancerogene.

Proprietà delle Cipolle

(Scalogno, porro)
Originarie dell’Asia Minore. Le origini sono antichissime, si presume che risalgano a 5000 anni a.C. e si diffusero nel resto del Mediterraneo già nel 2000 a.C..

I romani e i gladiatori, credevano che questo tipo d’ortaggio potesse rassodare i muscoli, gli antichi greci consumavano altissime quantità di questo ortaggio perchè ritenevano che depurasse ed alleggerisse il sangue.

Per gli egizi era la dieta alimentare degli schiavi, impiegati nella costruzione delle piramidi dei faraoni, la cipolla tagliata era associata alla vita eterna, infatti sono stati trovati dei bulbi di cipolla nelle orbite dei faraoni.

Nel medioevo, in Italia, veniva addirittura usata come mezzo di pagamento o sotto forma di dono, usata contro la calvizie e contro l’infertilità.

Solo nel 1493, venne introdotta anche in America da Cristoforo Colombo. Dal colore bianco, giallo o rosso, dal sapore e dall’odore particolare, possono essere consumate sia cotte che crude, per esaltare i sapori di primi e secondi piatti.

Ricca di solfiti che al taglio della cipolla si sprigionano facendo lacrimare gli occhi. Contiene Zolfo, Magnesio, Potassio, Calcio, Ferro, Fluoro e Fosforo.

Risulta essere un antibatterico e antibiotico naturale, basta trattare le parti interessate con il suo succo.

Contribuisce a contenere la glicemia, facendo abbassare il glucosio presente nel sangue oltre a prevenire le malattie cardiovascolari, tumorali ed infiammatorie.

E’ un buon cicatrizzante, viene consigliato a chi soffre di trombosi perchè fluidifica il sangue.
Sconsigliata a chi soffre di ulcera gastro-duodenale di iperacidità di stomaco ed ai malati di fegato.

Proprietà del Fagiolo

La leguminosa più importante destinata al consumo umano. Largamente diffusa ed utilizzata per le popolazioni più povere in Africa e in America Latina.

Il fagiolo selvatico ha un’ampia distribuzione che và dal Messico fino all’Argentina Settentrionale.

L’ipotesi più accreditata delle sue origini, indica come provenienza una zona situata sulle pendici delle Ande, tra il Perù e l’Equador da dove la pianta si sarebbe diffusa a nordi sino in Messico.

Varie sono le varietà dei fagioli, come il così detto “fagiolo all’occhio”, originario delle zone tropicali dell’Asia e Africa da dove in un secondo tempo si diffuse in Egitto, dove costituiva l’alimento principale dei sacerdoti durante i riti.

I Greci ed i Romani, consumavano abitualmente il fagiolo, che costituiva l’alimento principale della popolazione rupestre, tanto che Virgilio, essendocene in abbondanza, lo considerava “Alimento dei non Eletti”.

Nel Medio Evo divenne l’alimento dei poveri e dei conventi, dopo che Colombo li scoprì a Cuba nel suo secondo viaggio e nel 500 li troviamo in Veneto poi in Francia ed in Germania, da dove si espansero per il resto d’Europa.

Nel 1528, il canonico Pietro Valeriano, piantò alcuni semi di “Cannelloni” così venivano chiamati, furono considerati, merce preziosa da scambiarsi come dono tra i potenti.

Pensate che furono donati, come dono di nozze da Lorenzo dei Medici alla sorella Caterina.
Ancora nel 500, li troviamo in un quadro di Carracci, nel “Mangiatore di Fagioli” a testimonianza di quello che, in quel periodo storico era uno degli alimenti più diffusi in tutto il Mediterraneo tra le classi meno abbienti.

Leguminosa ricca di Proteine, Vitamine, Ferro, Calcio, Zinco, Fosforo, Potassio. Privo di grassi ed a basso tenore di colesterolo, con un suo alto contenuto di fibre, facilita la mobilità intestinale.

In Sicilia, viene coltivato a Polizzi, nel Parco Naturale delle Madonie da circa 200 anni, dal nome caratteristico “Badda” in dialetto, cioè palla, può essere di colore bianco/avorio dalle macchie rossastre o viola scuro.

I Poliziani lo chiamano “Badda Nivura o Badda Bianca” a secondo della colorazione. Pressochè sconosciuto fuori dalle Madonie, dal sapore sapido e leggermente astringente non si sfalda alla cottura.

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